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mercoledì 28 settembre 2011

La Cipolla rossa di Tropea

Un bulbo dalle virtù salutari e curative (articolo di Vincenzo Pitaro)

Che la cipolla rossa di Tropea fosse un’«amica del cuore» lo si sapeva già da tempo. Insigni studiosi internazionali (e tra questi, il prof. Lino Businco, luminare della scienza e della medicina) diversi lustri addietro esaltarono a più riprese le sue virtù salutari e curative.


La proprietà più nota, evidenziata fino ad oggi? È stata quella relativa alla capacità di difendere l’organismo dall’angina pectoris, malattia che si caratterizza per un dolore avvertito improvvisamente al petto e che si irradia a volte al braccio sinistro.
Successivamente, però, la ricerca biochimica, dopo una serie di esami approfonditi sui suoi estratti standardizzati, ha messo in luce anche la capacità di ridurre la quantità di colesterolo e di trigliceridi nel sangue, lasciando invariato il colesterolo «buono».

È già tanto e solo per questo, sua maestà la cipolla rossa di Tropea, merita un elogio solenne. Tuttavia, i suoi pregi non si esauriscono qui. Anzi, continuano sempre di più (piacevolmente) a sorprendere. Ultimamente, proprio a causa delle sue molteplici doti, ha fatto il suo ingresso trionfale addirittura nell’Università del Texas, finendo al centro di un interessantissimo processo di studio e sperimentazione, volto a ricercare - tra le sostanze contenute nel bulbo di color rossastro - tanti altri principi attivi: quelle molecole, cioè, a cui è possibile attribuire (con certezza) l’azione terapeutica riscontrata nell’intera pianta. «Già di per sé, la cipolla mediterranea», affermano gli studiosi, «contiene un’essenza volatile ricca di glucosidi solforati, il più importante dei quali è il disolfuro di allilpropile, a cui si deve la maggior parte delle sue proprietà. Contiene anche enzimi in abbondanza che stimolano la digestione e il metabolismo; oligoelementi (zolfo, potassio,magnesio, fosforo, ferro, fluoro, calcio e manganese, nonché vitamine (A, B, C, E) e flavonoidi dall’azione diuretica, oltre alla glucochinina», un ormone vegetale dall’azione antidiabetica».

I principi attivi della cipolla rossa di Tropea, come se il tutto non bastasse, però andrebbero ben oltre e gioverebbero persino «a chi soffre di ipertensione, di obesità, di reumatismi, di artrosi, di gotta e di malattie renali». Fra l’altro, viene consigliata anche in caso di nefrosi, di albuminuria, di ritenzione di liquidi, di renella e di calcoli renali, in quanto «riduce l’acidità nell’orina, favorendo l’eliminazione dell’acido urico e di altri residui tossici del metabolismo».

Agirebbe, inoltre, come antiaggregante delle piastrine, contrastandone l’eccessiva tendenza a raggrupparsi e a dar luogo alla formazione di trombi e di coaguli. Che dire? Davvero straordinarie le azioni farmacologiche di questo bulbo, per giunta usato pure come cosmetico sotto forma di lozioni, cataplasmi e impacchi, per ammorbidire e rendere più bella la pelle o per purificarla da impurità, acne, foruncoli, ecc.

Ma c’è di più. La cipolla è antibiotica, afrodisiaca, espettorante, diuretica, depurativa, fluidificante del sangue, vermifuga, ipoglicemizzante, tonificante e preverrebbe addirittura il tumore intestinale.

Chissà, forse anche per questo motivo costituisce da tempo un elemento fondamentale della «dieta mediterranea», che la impiega sia cruda (in insalata) sia cucinata nella preparazione di vari piatti, con l’aggiunga di un buon olio d’oliva.

La cipolla rossa di Tropea, insomma, è maggiormente ricca di proprietà rispetto a quella comune e fa veramente bene alla salute. E pensare che l’espressione popolare «mangiar pane e cipolla», ancora oggi viene usata – specie dagli anziani, in quasi tutta la Calabria - per alludere all’estrema povertà di questo bulbo commestibile! Vincenzo Pitaro Gazzetta del Sud e Rivista medico-scientifica MTM - Medical Team Magazine www.vincenzopitaro.it

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